Il criceto è un animaletto con caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alla vita in appartamento: costa poco acquistarlo, richiede spazi ridotti, cure poco impegnative, alimentazione semplice e poco costosa, non emana cattivi odori se la gabbia è ben gestita e, pur non essendo semplice maneggiarlo date le dimensioni spesso minuscole ed il carattere non sempre docilissimo, la sua compagnia è apprezzata dagli adulti e non solo dai bambini.

E’ simpatico e vivace e la sua natura di “animale notturno” lo rende ancor più adatto a famiglie che lavorano di giorno e possono con esso intrattenersi nelle ore serali quando il criceto si “attiva”.

Mentre il criceto europeo selvatico è una specie in pericolo e non diffusa in commercio, le varietà che troviamo nei negozi specializzati non sono autoctone, ma provengono da altri paesi: tra queste varietà troviamo il criceto dorato (Mesocricetus Auratus) dalle regioni desertiche dei Balcani dell’Asia Minore, il criceto russo (Phodopus Campbelli) dalle steppe russe, dal nord della Cina e dalle regioni dell’Asia centrale, il criceto siberiano ( Phodopus Sungorus) originario del Kazakistan e della Siberia, ed infine il criceto di Roborovsky (Phodopus Roborovskii) detto anche criceto del deserto originario della Russia, della Mongolia e nord della Cina.

Il criceto dorato ha dimensioni maggiori rispetto ad altri criceti: è quindi più facile maneggiarlo per cui risulta una delle varietà più diffuse.

Benchè sembri mansueto è, anche in natura, il più territoriale ragion per cui può frequentemente reagire in maniera anche estremamente aggressiva se si sente minacciato, ed ancor di più in un ambiente  ristretto come quello della gabbia.

Il criceto russo ed il Roborovsky sono le altre due varietà ampiamente presenti sul nostro mercato: sono di dimensioni minori e quindi meno maneggiabili dal proprietario, anche perchè sono estremamente vivaci e spesso non addomesticabili, ciò nonostante sono meno aggressivi nei confronti dei propri simili quindi secondo alcuni autori sono specie che vivono meglio in coppia, ma non secondo il parere di chi scrive, in quanto nella maggior parte dei casi nella crescita degli individui fenomeni di aggressività sono sempre più frequenti fino ad arrivare all’impossibilità della convivenza dei due soggetti.

Il criceto selvatico è un animale pressoché onnivoro che si nutre prevalentemente di vegetali di cui consuma foglie, frutti, radici e semi, ed anche di piccoli invertebrati quali insetti o molluschi.

Anche il criceto domestico è un animale prevalentemente erbivoro, tuttavia è in grado anche di cibarsi di frutta, semi o altro. Per questo motivo, sebbene in maniera impropria, può essere considerato onnivoro.

Gli alimenti di solito utilizzati per l’alimentazione del criceto sono i pellets o le miscele di vegetali che si trovano comunemente in commercio e contengono semi di avena, frumento, girasole, mais e talvolta anche riso. Inoltre possono essere somministrate noci e nocciole e frutta secca, non sgusciate, pane e biscotti.

Gli alimenti secchi non sono sufficienti nella dieta del criceto, ma devono essere accompagnati anche da alimenti freschi rappresentati principalmente dalla frutta (mele, pere, albicocche, banane, prugne, ciliegie, fragole) e dalla verdura in genere (lattuga, carote, pomodori, piselli, ecc.).

E’ indispensabile somministrare questi alimenti a temperatura ambiente e non freddi, oltre che asciutti.

Bisogna quindi porre estrema attenzione a non usare alimenti appena estratti dal frigorifero.

L’alimentazione a base di cibi secchi e cibi freschi, può essere ulteriormente integrata con alimenti proteici: fra i più comuni ricordiamo il formaggio, fresco o stagionato e prosciutto cotto.

Per quanto riguarda le quantità, è buona norma proporre solo il cibo che il criceto è in grado di consumare durante la giornata.  Per un criceto russo sono più che adeguati dieci grammi di cibo al giorno.

Assolutamente sconsigliati sono i dolci di qualsiasi genere: cioccolato, caramelle e gelato contengono una quota di zuccheri troppo elevata che può causare intossicazioni anche rapidamente mortali.

La gabbia deve rispondere a pochi, ma determinanti requisiti: deve essere assolutamente sicura, a prova di fuga del criceto che se evadesse sarebbe alquanto difficile da ritrovare ed  in pericolo di vita.

Indispensabile quindi porre particolare attenzione alla linguetta di chiusura dello sportello in quanto di norma è presente uno spazio sufficientemente ampio per la fuga dei soggetti più piccoli.

Deve essere spaziosa (con base non minore di 30x40 cm.), se alta meglio che sia a più piani, che oltretutto rappresentano una buona attività fisica per il criceto.

Deve essere facile da aprire, da smontare e da pulire perchè l’igiene è davvero di importanza rilevante per il criceto.

Il fondo della gabbia dovrebbe essere pieno e non con sbarre, sulle quali fanno fatica a camminare soprattutto i criceti di taglia nana o i cuccioli.

Davvero molto apprezzata in genere la presenza di una ruota che può essere fissata alle pareti della gabbietta o avere un piedistallo senza quindi necessità di essere agganciata. Le dimensioni della ruota devono essere adeguate alle dimensioni del criceto, infatti le ruote normalmente in commercio possono rivelarsi insufficienti per un criceto dorato. Di particolare rilevanza il fatto che non deve presentare pioli, ma una superficie continua per evitare traumi  o fratture.

All’interno della gabbietta sistemeremo un contenitore per il cibo che deve essere mantenuto pulito, una casetta piena di ovatta (meglio in cotone classico e non sintetico che frequentemente causa legature delle zampe dalle quali il criceto non riesce a liberarsi) che funga da nascondiglio e luogo di riposo, provvista di tetto staccabile per facilitarne la pulizia; un abbeveratoio a goccia (definito a sifone) è preferibile rispetto alle ciotole perché più igienico e pratico; una cassetta per le deiezioni che se il criceto imparasse ad utilizzare ci faciliterebbe la pulizia e la manutenzione.

Sul fondo della gabbietta deve essere posta una lettiera assorbente non tossica, irritante o polverosa: meglio evitare la lettiera per i gatti (che può lesionare le zampe), assolutamente non profumata (il criceto è estremamente irritato da odori estranei).

Adatti sono la segatura non fine, i trucioli di legno ed il tutolo di mais.

Possono essere aggiunti fieno, carta a pezzi (senza inchiostro) o foglie secche che l’animale possa lavorare ed utilizzare per farsi il nido.

Mai come per i criceti il noto detto “prevenire è meglio di curare” si rivela veritiero: infatti i criceti sono soggetti a poche malattie e se accuditi appropriatamente evitando errori di gestione, di alimentazione o traumi per gabbie mal costruite, arrivano frequentemente sani alla vecchiaia.

I criceti hanno in genere un’aspettativa di vita piuttosto breve, compresa tra i due e i tre anni, ma comunque variabile da specie a specie. Nella nostra esperienza i criceti russi da noi posseduti hanno superato ampiamente i tre anni.

È controindicato fargli il bagnetto, non vanno applicate sostanze profumate, non servono vaccinazioni, ma una visita dal veterinario dopo l’acquisto con un esame delle feci ne garantirà lo stato di salute buono e l’assenza di parassiti intestinali.

La gabbia verrà posta in una stanza con temperatura costante senza correnti d’aria o sbalzi termici importanti.

Se il criceto viene per qualche motivo lasciato libero fuori dalla gabbia deve essere guardato a vista, ed è meglio anche non permettere a bambini molto piccoli di maneggiarlo in quanto è facile che venga fatto cadere o che si ferisca.

Se conosceremo il nostro criceto saremo anche in grado di capire precocemente se c’è qualcosa che non va, perché spesso il criceto ammalato non mostra alcun sintomo fino alla morte, soprattutto se nascosto nella casetta e lontano dalla vista del proprietario.

I segnali che possiamo percepire sono davvero tanti: citiamo per esempio una minore attività fisica, zoppie, posizione curva, minor appetito, maggiore sete, alterazioni delle deiezioni (o mancata emissione), pelo bagnato in talune zone del corpo, tumefazioni o lesioni varie, scoli oculari/nasali, starnuti, respiro difficoltoso, occhi chiusi, zone alopeciche localizzate o diffuse, forfora, aggressività improvvisa in un criceto normalmente mansueto.

In ogni caso una visita dal veterinario si rende necessaria il prima possibile in quanto il rapido metabolismo dei piccoli mammiferi porta le malattie a progredire alquanto velocemente: occorre informarsi in anticipo se il veterinario che contatterete si occupa di questi animali e portatelo alla visita nella sua gabbietta pronti a rispondere alle numerose domande che vi verranno poste dal veterinario stesso.

Molti specialisti di animali esotici ricoverano volentieri questi piccoli pazienti per procedere alle terapie in modo corretto e per seguire il decorso della patologia ed il criceto nella sua gabbietta non soffrirà molto del fatto di trovarsi in ambiente a lui estraneo.

E’ davvero sconsigliato ai proprietari somministrare di loro iniziativa alcun farmaco che può addirittura rivelarsi tossico o addirittura mortale.

Facilmente i proprietari di criceti non ritengono possibile curare un criceto e raramente si rivolgono ad un veterinario o addirittura si stupiscono delle possibilità terapeutiche, ma nella nostra esperienza clinica sono quotidiane le visite di questi animali ai quali non è infrequente somministrare farmaci, effettuare iniezioni o procedere a chirurgie anche impegnative.

Cristiano Dr. Colombo, AMBULATORIO VETERINATIO DI TIZIO E COLOMBO Lonate Pozzolo.

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